Il cammino buddhista

In memoria
Il centro nascosto della sua vita. Dalla via tibetana allo zen, fino ai voti.
00La pratica

Il buddhismo era il centro nascosto della sua vita: un modo di stare al mondo capace di accogliere ciò che arriva senza opporsi invano.

Non lo esibiva. Era una disciplina silenziosa, fatta di studio, di ritiri e di gesti quotidiani, che attraversava tutta la sua esistenza.

Statua del Buddha in un giardino
Un Buddha, nel silenzio del giardino.
01Pomaia, la via tibetana

La sua pratica era cominciata nel buddhismo tibetano, all'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, tra lo stupa e la ruota delle preghiere.

Lì aveva preso il nome dharmico di Konchog e frequentava i ritiri, dove celebrava il Losar, il capodanno tibetano.

A un Capodanno tibetano, commosso, parlò al Lama della madre malata; lui gli strinse le mani con dolcezza infinita: «I’ll pray for you. Everything will be ok. I’ll meet you.» «Che balsamo», scrisse.

02Lo zen Sōtō

Più tardi si era avvicinato allo zen Sōtō, nella linea di Taisen Deshimaru — il maestro che portò questo zen in Europa, erede di Kōdō Sawaki.

Una pratica del corpo e del silenzio, fatta di zazen, di postura e di respiro: sedersi, semplicemente, e lasciar essere le cose.

La sala di meditazione, con i tatami e gli zafu
La sala di meditazione (zendō).
Giardino giapponese con pagoda di pietra
Il giardino del tempio.
03L'ordinazione · 30 settembre 2023

Il 30 settembre 2023, durante un sesshin a Roma, ricevette l'ordinazione di bodhisattva. Gli fu dato il nome di Sho Ken.

L'ordinazione, 30 settembre 2023. Roberto era molto fiero di questo momento. Se compari in questo video e preferisci non esserci, scrivici e lo rimuoveremo.

Come vuole quella tradizione, aveva cucito con le proprie mani il kesa, l'abito del praticante: punto dopo punto, il tessuto a piccoli campi, come le risaie.

Il kesa di Roberto, cucito a mano, con gli aghi ancora nel tessuto
Il kesa, cucito a mano.
Il rakusu con la calligrafia, il nome Sho Ken e la data
Il rakusu: il nome Sho Ken e la data, 30 settembre 2023.
Il kechimyaku, il documento del lignaggio
Il kechimyaku: il lignaggio, da Shakyamuni a Deshimaru.
04Da buddhista accetto
"Da buddhista accetto."
Roberto

Lo diceva con una semplicità disarmante, perfino davanti alle prove più dure. In quella resa non c'era rassegnazione, ma una forma di libertà.

Il libro che gli era più caro era «La morte amica» di Marie de Hennezel. L’idea, semplice e radicale, era anche la sua. La morte non come tabù né come puro spavento, ma come una fase naturale della vita, che accolta dà più valore e intensità al tempo che resta. De Hennezel racconta l’accompagnare chi muore, l’ascolto, l’amore per la vita, l’opposto della rimozione con cui la nostra epoca tiene la morte a distanza. In quelle pagine Roberto ritrovava la sua stessa, limpida accettazione.

05Sho Ken

Il nome che ricevette, Sho Ken (松健), significa «pino robusto»: il pino che resta verde anche d'inverno, immagine di longevità e di tenacia silenziosa.

Konchog e Sho Ken, la via tibetana e lo zen: due strade, e un'unica pace con se stesso.

06Il Sutra del Cuore

Tra le sue pratiche c'era lo shakyō, la copia a mano dei sutra. Aveva trascritto il Sutra del Cuore (Hannya Shingyō) su raffinata carta giapponese, parola per parola.

Un gesto di concentrazione e di cura, offerto come augurio di guarigione: non del corpo, ma della mente — quella che fa dimenticare i mali del fisico.

Il Sutra del Cuore trascritto a mano su carta giapponese
Il Sutra del Cuore, trascritto a mano su carta giapponese.