Interprete di conferenza, membro AIIC e AITI, conosceva la fatica invisibile della cabina e la disciplina della grammatica, che amava come una materia viva.
Aveva prestato la voce a Re Carlo III, ai presidenti Mattarella e Napolitano, a Mario Draghi e Mario Monti, a Henry Kissinger e Bill Clinton.
Ma sapeva raccontare la commedia umana delle conferenze con uno sguardo da scrittore. Da Montreux descrisse una collega in poche righe.
"Una interprete francese di Nizza, vecchia, ultrachic, originalissima, con un accento americano favoloso. Occhiali da sole Dior enormi e, ovviamente, tacchi vertiginosi. Dalla cabina accanto uscivano effluvi orientali."
Sapeva fare letteratura del quotidiano professionale. Fu anche docente di interpretazione, e teneva seminari su Jack Kerouac e su Fernanda Pivano, i suoi amori americani.