Ricordi

In memoria
Le voci di chi gli ha voluto bene. Amici e colleghi, le loro parole per Roberto.
00I ricordi

Le parole di chi ha conosciuto Roberto. Se vuoi aggiungere il tuo, puoi farlo dalla home: Lascia un ricordo →

Maria

Una breve ma intensa conversazione, a cui sono certa ne sarebbero seguite molte altre, e questo è un grande dispiacere. Roberto, ci incontreremo ancora per parlare di letteratura e di arte, in un'altra dimensione dove esiste solo la Pace. Vivalavida. Siempre.

Emanuela Gini

All'amico tanto amato, a Sho Ken, alla sua parte più bella e luminosa: l'anima. L'anima si ripiega e si solleva, respira nell'infinito, da fili strappati si tesse nuova e più bella, la veste di D-O. (Hermann Hesse)

Ariella

Dolcissimo Roberto, io non sono credente e non ho certezze su ciò che ci attende dopo questa vita. Ma mi auguro profondamente che, ovunque tu sia ora, tu possa in qualche modo sentire tutto l'affetto che hai suscitato in chi ha avuto la fortuna di incontrarti. Mi piace immaginarti come una presenza felice e leggera, che ci guarda con dolcezza, con il tuo sorriso e con la tua consueta generosità d'animo.

Paola Pellegrini

Eri il mio compagno di classe al liceo, quello intelligente e sensibile. Sorridevi con una certa malinconia. Eri sempre pronto ad ascoltare, ma con un'ironia delicata. Mi hai cercato quando eri a Milano. Io ero troppo distratta dalla gara della vita. Per caso ho letto di questa tua assenza, ho riconosciuto il tuo sorriso e ti chiedo scusa perché ti scrivo solo oggi, quarant'anni dopo, da tanto lontano dalla mia Milano, ma sei nei miei ricordi, quelli di bambina che guardava il mare ma che sognava la vita. Forse come te.

Cristina Cervelli

Roberto, non posso credere che tu non ci sia più. Ti conoscevo da più di vent'anni, la tua adorabile mamma era amica della mia. Ci sentivamo spesso, per lavoro: eri sempre molto in ansia di sbagliare in tutte le questioni fiscali! Ma anch'io ti chiamavo, per chiederti quale fosse il miglior specialista per qualsivoglia patologia, e tu sapevi sempre indicarmi il nome giusto, il consiglio giusto. Ti sei interessato agli studi di mio figlio; si parlava di viaggi, di diete, di letteratura americana contemporanea. Avevi una cultura enorme, vastissima e profonda, e parlare con te era sempre di una piacevolezza infinita. Questa tua grande anima non è svanita: quella non può portarla via nessuno, resta nelle persone che ti hanno conosciuto e che fin da subito ne hanno capito il valore altissimo e profondo. Ti voglio bene.

Anna Rita

Amico mio caro, sei stato così importante nella mia vita. Mi hai arricchito e mi hai reso una persona migliore. Mi mancherai da morire, ma so anche che sarai sempre con me.

Elisabetta Mariotti

Carissimo Roberto. Grazie per tutto quello che hai fatto per me. Il tuo affetto e il tuo incoraggiamento in momenti decisivi hanno cambiato il corso della mia vita. Avrai sempre un posto speciale nel mio cuore.

Ilaria

Eri il mio amico del cuore, e un pezzo della mia anima se n’è andato con te. Ora vola libero negli spazi profumati dell’eternità.

Matteo

Ricorderò Roberto per la sua profonda sensibilità. Come amico mi ha sostenuto in momenti difficili, con quel bene che solo una persona profonda poteva donare. Ci siamo anche molto divertiti insieme. È stato per anni un amico vero. Lo porterò nel mio cuore per sempre.

Luca

Una sola parola per descriverlo: favoloso. Sempre e comunque.

Lidia

Roberto, eri un’anima gentile dalla sottile ironia, che mi faceva ridere e sorridere durante le nostre conversazioni sul mangiar sano, sul buddismo e la pratica della meditazione. Mi mancheranno le tue ricette macrobiotiche “facili, facili”, che mi lasciavano perplessa ma che proponevi con il tuo solito entusiasmo. Mi mancheranno le foto dei piatti, elegantemente disposti e appetitosi, che mi mandavi durante i tuoi viaggi a New York, Napoli e, recentemente, a Copenaghen. Ho sempre ammirato il tuo amore per lo studio, anche di materie per me ostiche come la linguistica, per cui recentemente hai conseguito un Master a pieni voti. Mi mancherà il tuo dolce scherno della mia caotica vita famigliare, il tuo ricordarmi che tutto scorre e l’affannarsi è vano. Grazie Roberto per questi momenti, che porterò con me sempre. “Coloro a cui vogliamo bene e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo” (Sant’Agostino).

Franca

Ciao Roberto, anima bella e generosa. Ti ho ritrovato dopo tanti anni, una sorpresa straordinaria. Ricorderò i tuoi saggi consigli per una colazione sana! Fai buon viaggio.

Olga

Un collega straordinario e generoso, un’anima bella. È così che ti ricorderò, ripensando ai tanti scambi avuti in questi anni. Mi mancherai.

Maria Grazia D’Eboli

Hai capito Napoli quando nessuno la capiva. Amavi la letteratura perdutamente. Mi consigliasti di leggere “Scende giù per Toledo” di Patroni Griffi: lo farò ora, e mi sembrerà di parlare ancora con te. La morte è un dialogo interrotto. Quando presi il Covid mi dettasti una serie di indicazioni così accurate, perché ti prendevi cura degli altri con una profonda delicatezza. Non tutti sanno attraversare la vita con tanta eleganza e apparente svagata leggerezza. Hai amato la nostra professione come va amata, con tutto il rispetto per chi ne ha fatto la storia, spesso ignota ai più. Mi accorgo ora di quanto sei stato amato.

Monica

Roberto era una persona unica, speciale. A partire dalla carica umana, dal profondo rispetto e dalla gentilezza con cui si avvicinava alle persone. È una perdita inconsolabile per chi l’ha conosciuto. Resta il rimpianto di tutto il tempo da vivere, di tutte le cose ancora da dire e da fare insieme. Oggi Roberto non c’è più, e lascia nel nostro cuore un’immensa gratitudine per aver avuto la fortuna di incontrarlo. Era intelligente, divertente, empirico, vulcanico nel suo modo di aderire alle passioni e condividerle con gli altri. Un inno alla vita.

Maria Antonietta

Conserverò il ricordo del tuo sorriso gentile e delle passioni letterarie e teatrali che condividevi con tanto entusiasmo. Fai buon viaggio.

Anna Re

Caro Roberto, mi ricordo perfettamente il giorno in cui ci siamo conosciuti — anche perché me lo hai raccontato tu. Eri venuto per parlare della tua tesi su Fernanda Pivano. Io ero lì con il tuo relatore, giovane assistente scombinata, con una shopper di plastica nera di Saks Fifth Avenue in cui c’era dentro di tutto. Da quel momento sei diventato un amico. Un sole, per il tuo entusiasmo, per la tua luce. Ricordati che dobbiamo andare a New York insieme. Non vedo l’ora.

Laura

Ci siamo incontrati solo una volta di persona, come parte di un’équipe di interpreti di varie lingue a un importante evento a Milano. Mi hanno colpito da subito la tua professionalità, gentilezza e ironia. Mi hai convinta a presentare la candidatura per AIIC e nei mesi successivi mi hai supportato costantemente, fornendomi informazioni puntuali e contatti preziosi. Un proselitismo genuino, a comprova della passione che nutrivi per la nostra professione e della curiosità verso le lingue meno diffuse (nel mio caso, lo sloveno). Sarò per sempre grata all’universo per avermi dato l’opportunità di conoscerti.

Roberta

Caro Roberto, sono bastati pochi lavori condivisi insieme per vedere la tua anima bella, fatta di un’immensa gentilezza e una profonda umanità. Da giovane collega è stato meraviglioso respirare la gioia che provavi per questo lavoro e la passione che avevi per la conoscenza, nel suo significato più vero e profondo. Terrò caro in me il ricordo del tuo sorriso, dentro e fuori la cabina!

Paula Queiroz

Roberto, squisitamente sensibile, un’anima buona, sempre pronto ad aiutare gli altri… mi ha aiutato quando ho perso tragicamente la mia più grande amica. Ora piango la sua mancanza, sapendo che nella nostra memoria rimarrà presente per sempre.

Elena

Roberto, anima gentile, cercavi sempre la leggerezza, quella che nasce dalle cose semplici e vere. Mi piace pensare che la vita e la morte siano solo passaggi dello stesso cammino, e che nulla di ciò che hai donato a me, a tutti i tuoi amici e anche alle persone che incontravi, persino senza conoscerle, vada perduto. Vivi ora nei cuori di tutti noi.

Claudia Ricci

Roberto, caro, non riesco ancora a crederci. Sono sconvolta, sgomenta al pensiero della tua assenza. Ricordo quel lontano 1993, quando ci siamo conosciuti fuori dallo studio del professor Meli, per chiedergli una tesi in letteratura angloamericana. Poi la mia specializzazione a Londra, il rientro in Italia e il tuo fondamentale aiuto e sostegno, tu che avevi alcuni anni e un po’ di esperienza in più. In una professione spesso competitiva, sei stato in assoluto il primo a credere in quella giovane interprete, a promuovermi, a farmi conoscere a clienti e colleghi che tu già conoscevi. Tu. Non altri, TU. Poi la fisarmonica della vita ci ha più volte allontanati e riavvicinati: la geografia, le vicissitudini personali, le vicende familiari, i costanti viaggi di lavoro hanno reso la nostra frequentazione più telematica, ma sempre profonda, mai banale. Successivamente sono arrivati il tuo ingresso in AIIC, l’attivismo, il confronto sugli accadimenti belli e brutti dell’associazione a cui entrambi teniamo tanto. Quel filo nato in un corridoio universitario non si è mai spezzato, fino ai vocali scambiati — tu da Milano, io in mezzo a un bosco in Canada — perché era urgente intervenire su quell’episodio che tanto ti aveva, giustamente, indignato. E poi oggi. Roberto, ti voglio ricordare per come ti ho conosciuto: un entusiasta della vita, del lavoro, dello studio. Una persona buona e generosa che mancherà a tutti. TVB. Che giustizia sia fatta e che la terra ti sia lieve, amico mio.

Anne-Lise

La nostra amicizia è nata al primo incontro, nutrita da passioni comuni: l’interpretazione, D. Seleskovitch — di cui era grande ammiratore e alla cui associazione apparteneva — e, naturalmente, New York. Roberto adorava il Lower East Side. Quando uno di noi andava a NY, mandava all’altro foto e video di palazzi, bar, ristorantini, street art: così viaggiavamo insieme a distanza. Ho sempre ammirato (e spesso invidiato) la sua capacità di non perdere mai la calma. Per questo abbiamo avuto bellissime conversazioni sul buddhismo e la meditazione. Quando seppe che mia figlia desiderava avvicinarvisi in un momento difficile, si offrì subito di aiutarla. Era così: rivolto verso gli altri, sempre. Non smetteva mai di studiare, soprattutto la letteratura americana. Aveva una voce impeccabile, ma ha voluto comunque prendere lezioni di dizione a Broadway! Tante volte avrebbe voluto farmi assaggiare la cucina macrobiotica — e quanto abbiamo riso dei miei dubbi. Ma il nostro mestiere ci lasciava spesso solo il tempo di vederci “in giro”. Restano però i rientri in macchina dalle conferenze fuori Milano: arrivati a destinazione, rimanevamo ancora a chiacchierare per ore. Negli ultimi anni ha attraversato momenti molto difficili. Non voleva aiuto, solo ascolto — quello che lui sapeva offrire meglio di chiunque altro. Mi mancherà per tutto questo, ma soprattutto per tutti gli argomenti che non abbiamo ancora toccato, e per i quali saremmo potuti restare ore in macchina, davanti a un portone.

Cristina Ricci

Ho conosciuto Roberto solo qualche mese fa, purtroppo: una cara amica e collega ci ha fatti incontrare, perché abitava in una zona di Milano dove mia figlia aveva appena comprato casa. Quella zona la conoscevo bene negli anni ’80 e non ne avevo ottimi ricordi. Roberto era entusiasta del suo quartiere, e in quell’indimenticabile serata passata assieme mi ha fatto riscoprire NOLO, i suoi angoli nascosti, originali e sorprendenti. Mi ha raccontato storie, spiegato usi e abitudini, e mi ha fatto venire voglia di conoscere meglio quel quartiere. Una persona che, con raffinata semplicità e rara gentilezza, ti fa sognare. Ci eravamo ripromessi che, quando sarei tornata a Milano, avremmo continuato la scoperta assieme; nel frattempo, sapendo che amavo i fiori, poche settimane fa mi ha mandato una foto del glicine in fiore nel suo cortile. Grazie di cuore, Roberto, e buon viaggio. Riposa in pace.

Paola

Roberto, nel momento in cui ho avuto la dolorosa notizia, davanti agli occhi mi è comparso il ricordo di quando, esattamente trent’anni fa, mi passasti il tuo quaderno di appunti del corso di Letteratura anglo-americana, di cui eri appassionatissimo. Un gesto generoso ed entusiasta. Per me era un periodo molto difficile, e te ne fui riconoscente. Sono felice di averti conosciuto, e triste nel rendermi conto che non sei più qui con noi. Ma continuerai a insegnarci tanto. Ciao Roberto caro, fai buon viaggio.

Emanuela

Ho incontrato Roberto poche volte di persona, di più online, nella RSI e nella formazione, ma ho percepito una persona buona, generosa, colta e solidale. Come ex studente dell’ESIT di Parigi, condividevo con Roberto una passione per Danica Seleskovitch e un rispetto per il rigore che la prima generazione di interpreti — quella del processo di Norimberga — rappresentava. Abbiamo perso una perla, come ha scritto una collega. Non ti dimenticheremo.

Elisabetta Savigni Ullmann

Ci siamo conosciuti a Milano nel 2020, un mese prima dello scoppio della pandemia: quei tre giorni insieme con gli studenti della IULM hanno fatto sbocciare un’amicizia che si è cementata nei mesi successivi, con scambi frequentissimi di messaggi fra Washington e Milano. Non ci siamo nemmeno accorti che la nostra “prigionia” ci aveva fatto aprire i cuori, come se ci conoscessimo da sempre. La promessa solenne, non ancora mantenuta, era di darci appuntamento a Napoli, amata da entrambi. Finita la pandemia, inciampi reciproci di salute non ce lo hanno permesso, ma a fine gennaio di quest’anno avevamo formulato un piano preciso. Ci andrò, Roberto, al nostro appuntamento. Ti voglio bene.

Clara

Ho conosciuto Roberto da pochi anni, troppo pochi, mai più avrei pensato che sarebbero stati così pochi: la nostra era un’amicizia destinata a continuare. Mi ha subito colpito il suo infinito amore per la nostra professione, che difendeva a spada tratta dalle varie derive. E poi ho scoperto la meravigliosa persona che era, sempre disponibile per un consiglio, dall’assicurazione ai ristoranti passando per le gelaterie. Era colto ma senza ostentazione, profondo ma senza vantarsene, gentile e affettuoso. Per lui ho provato subito un’istintiva simpatia e affetto. Sapevo che era presente: un messaggio e subito una risposta, una battuta, un vocale. Rimpiango amaramente di non esserci visti di più. Serbo preziosamente il ricordo dell’ultimo incontro, a Milano, con Cristina, e lui che ci ha fatto da guida a NOLO, quartiere di cui era innamorato. Ricorderò pure l’ultimo messaggio, un giorno prima della tragedia: stava bene, era felice! Roberto caro, che il nuovo viaggio ti sia lieve!

Giorgio

Il ricordo che ho di Roberto è legato alla sua presenza attiva in AIIC. Non ho mai percepito la mania di protagonismo ma il desiderio reale e genuino di fare. Mi ha sempre dato l’impressione che camminasse con un passo lieve quasi per non disturbare. Ma impossibile non notare la sua gentilezza, il suo garbo e il suo sorriso che distribuiva generosamente come fosse un regalo ricevuto e che desiderava condividere in modo sincero. Raro in questo mondo!

Antonella

Una presenza dolce, una comprensione, un’etica, una vicinanza immediata, tatto, offerta, discrezione, amore, ricerca, dedizione, eleganza dell’anima. Un fiore raro, un riferimento, un’autorevolezza, una finestra aperta, un caminetto acceso, una musica rilassante e stimolante a un tempo: sei stato, sei e sarai. Che il mio affetto possa accompagnare il tuo viaggio e i futuri viaggi della tua bella anima, Roberto.

Luli

Fenomenale Roberto. Le sue camicie chiuse fino all’ultimo bottone, un sorriso compìto davanti a un guizzo di pensiero. Un giorno elegante come una spada, quello dopo in giro sul metrò coi ciabattoni da frate. Così tanti sé in un corpo così secco, da perdere il conto, ma tutti sé che Roberto portava in braccio senza calcoli, e senza tirarsi indietro. Secchione, spirituale, spiritoso, ansioso, coraggioso, sempre comunque generoso. Sempre Roberto. Ho voglia di pensare altro: che ci abbia mollato fino a data da definirsi e si goda uno di quei momenti che pagano solo se si riesce a capire la grana più fine della vita, come lui sapeva fare. Roberto, seduto in un bar a Manhattan, a fare un cruciverba infinito sul New Yorker. Il resto poi è solo rumore di fondo.

Rosella

Caro Roberto, ci siamo conosciuti qualche anno fa. Tutto quello che dicevi risuonava perfettamente in me. Mi hai offerto parole di grande conforto in un momento delicato, anticipando qualunque mia richiesta. Ero rimasta stupefatta dalla tua capacità di cogliere al volo i sentimenti. Un professionista eccelso, ma non è la tecnica che ci mancherà, piuttosto l’anima. Andrò a Napoli, dove dicevi di voler vivere un giorno, a fare un giro per te.

Cinzia Colombini

Ti ricordo Roberto, animo gentile.

Sabrina

Un mentore, un collega, un amico. Quanto vuoto hai lasciato, Roberto. Il percorso che abbiamo iniziato assieme lo continuerò da sola, sempre col tuo pensiero nel cuore, sperando di renderti orgoglioso. Al Parlamento quel microfono lo accenderò per la prima volta per te. Buon viaggio.

Rita

Roberto, sento un grande vuoto, un buco. Mi mancherà tutto: le chiacchierate, la tua curiosità, tutte le cose che sapevi, la tua amicizia. Riposa in pace.

Raffaella

Ti ricordo leggero e profondo con il tuo bellissimo sorriso. Chissà quanto altro avevi dentro che non ho saputo vedere. Fai buon viaggio.

Cristina Finotti

Il tuo sorriso e la tua luce rimarranno con me, oltre il tempo. Ho custodito gelosamente questa calligrafia che mi mandasti nel mio momento buio, con la grazia che ti contraddistingueva. Eccola, ora, per te. Per noi. “When conditions are sufficient, a cloud transforms into rain, snow, or hail. The cloud has never been born and it will never die. This insight of signlessness and interbeing helps us recognize that all lives continue in different forms. Nothing is created, nothing is destroyed, everything is in transformation.” — Thich Nhat Hanh Nulla si perde, tutto si trasforma. Fai buon viaggio, Rob.

Marisa

Ricorderò per sempre i suoi occhi sorridenti, il sorriso sulle labbra e la dolcezza del suo sguardo. Il suo ricordo resterà vivo nel mio cuore e nei miei pensieri.

Marco

Mi dicevi: “Goditi la vita. Prima o poi finisce. Tanto vale gioire.” La vita come un’iniezione di champagne, era la tua filosofia, e la prescrivevi a tutti con la faccia seria di chi sa di avere ragione. Anche tu “rimarrai sempre nel mio cuore”, il tuo fratello minore. Roberto era uno dei pochi che ha sempre saputo interpretare il mio autismo. Letteralmente, un grande interprete. Non sono mai stato capace di dire o scrivere qualcosa di decente per lui, per esprimere il mio affetto... solo poche, semplici parole. Ma sono certo che apprezza il mio modo, molto autistico, di ricordarlo, ricostruire vent’anni della sua vita con il mio archivio Gmail. Immagino già la sua battuta. Penso ai luoghi che abbiamo attraversato insieme, Parigi, Roma, Napoli, e New York, dove venivi spesso a trovarmi. La passione condivisa per Berlino, quando era ancora una città dove l’unico era irripetibile. E poi Torre del Lago, e Milano, ovviamente, anche se per poco. Il pacco di Natale che mi spedivi a Montréal, i tuoi regali, l’affetto che mi hai donato. No, non meritavi di finire così. Ma resta il modo in cui hai attraversato quel momento, senza paura, fedele agli insegnamenti buddhisti. «La persona che ami è diventata una parte di te, dell’aria che respiri, della terra su cui cammini, dei fiori che sbocciano. La morte non può distruggere questa continuità. Non cercare chi non c’è più nel passato o nel futuro; guardati dentro e guardati intorno, nel momento presente. È lì che troverai la loro presenza e la loro luce, immutate.» — Thich Nhat Hanh Per venticinque anni abbiamo camminato insieme. Ora ti tengo vivo nel modo più semplice che conosco, vivendo un po’ come vivevi tu. Mi porto dietro le tue cose, la curiosità, le battute, il gusto di goderti la vita prima che finisca. Non sempre ci riesco. Ma ci provo.

I colleghi interpreti

Roberto non era solo la voce impeccabile capace di unire mondi diversi in cabina; era un’anima sensibile, alla ricerca dell’armonia e della leggerezza. La sua voce continuerà a risuonare tra noi, nei luoghi che ha amato e nei cuori di chi non smetterà mai di volergli bene. Buon cammino, Roberto.

Da Sky TG24 · In memoria di Roberto Guerrino