Dea era il suo alter ego, dai capelli rossi. Un modo di stare al mondo più libero e giocoso.
Non un semplice travestimento, ma un personaggio con un suo nome e un suo spirito.
Nacque da una notte di New York. La vigilia di Natale, nell'East Village, in uno storico locale, vide arrivare Amanda Lepore come una vera celebrità.
Quell'incontro fu una scintilla. Decise che, tornato a casa, avrebbe dato vita al suo alter ego. Il 27 dicembre, a Milano, nasceva Dea.
"Dea ha i capelli rossi."Roberto
La descriveva così, con un dettaglio e un sorriso. Era giocosa e leggera, e portava nella sua vita una libertà che lo faceva felice.
Dea era anche un esperimento. Curioso delle persone, Roberto incontrava gli altri come Dea, e osservava come cambiava il loro sguardo.
Era un gioco quasi antropologico, oltre che un piacere. Un modo di stare nel mondo da una soglia diversa, e di conoscerlo meglio.
Per anni la tenne per sé. Poi un giorno la raccontò alla sua analista, e lo visse come una vittoria.
"Big accomplishment", scrisse. Lei gli disse che faceva bene, che era un modo divertente e giocoso e leggero.
In lui convivevano due figure. Dea, il gioco e la leggerezza. Il Buddha, il silenzio e la disciplina.
Non si contraddicevano. Erano due strade verso la stessa libertà, e la stessa pace con se stesso.