Amava la cucina macrobiotica e vegetariana. Non era un carnivoro, per lui mangiare era prima di tutto un modo di prendersi cura, di sé e degli altri.
Curava l'alimentazione nei dettagli, raccoglieva ricette, seguiva percorsi di benessere e di nutrizione consapevole.
Si iscrisse a un corso di cucina macrobiotica e, qualche anno dopo, a uno per imparare a fare il seitan, dove lo facevano mettere la giacca da chef.
Cucinare, per lui, non era un dovere ma un piacere, e un modo di stare insieme.
"Magico, quel Natale, tutte quelle verdure con la salsa di ceci, e le tortine al cioccolato."Roberto
Era la loro cena di Natale a New York, comprata da Whole Foods e divisa insieme.
Il suo ristorante prediletto era Joia, a Milano: l'alta cucina vegetariana, dove un piatto sa diventare un piccolo quadro.
Da buon genovese, però, non rifiutava mai i frutti di mare. Al mare, il fritto misto e la pasta allo scoglio erano tra le poche cose a cui non rinunciava.
Ed era golosissimo di dolci di pasticceria, o anche solo di semplici maritozzi comprati al bar.