La cucina

In memoria
Vegetariana e macrobiotica. Il cibo come cura, e come festa condivisa.
00La cura

Amava la cucina macrobiotica e vegetariana. Non era un carnivoro, per lui mangiare era prima di tutto un modo di prendersi cura, di sé e degli altri.

Curava l'alimentazione nei dettagli, raccoglieva ricette, seguiva percorsi di benessere e di nutrizione consapevole.

01Imparare a cucinare

Si iscrisse a un corso di cucina macrobiotica e, qualche anno dopo, a uno per imparare a fare il seitan, dove lo facevano mettere la giacca da chef.

Cucinare, per lui, non era un dovere ma un piacere, e un modo di stare insieme.

02Quel Natale
"Magico, quel Natale, tutte quelle verdure con la salsa di ceci, e le tortine al cioccolato."
Roberto

Era la loro cena di Natale a New York, comprata da Whole Foods e divisa insieme.

03Joia, a Milano

Il suo ristorante prediletto era Joia, a Milano: l'alta cucina vegetariana, dove un piatto sa diventare un piccolo quadro.

Sfere gialle in una crema chiara, decorate con erbe e piccoli frutti Una zuppa a cerchi concentrici, rossa e verde Un pomodoro lucido con erbe tritate su un letto di verdure Un timballo al centro di un piatto decorato a motivi blu Piccoli bocconi rossi con salsa su un piatto quadrato bianco Un succo e qualche frutto secco, in apertura
04Il mare

Da buon genovese, però, non rifiutava mai i frutti di mare. Al mare, il fritto misto e la pasta allo scoglio erano tra le poche cose a cui non rinunciava.

Una tavola affacciata sul mare, tra le case colorate della Liguria Un piatto di pasta allo scoglio Un fritto misto di mare con limone
05I dolci

Ed era golosissimo di dolci di pasticceria, o anche solo di semplici maritozzi comprati al bar.

Un maritozzo con la panna, accanto a un caffè, a un tavolino Un dolce con panna e un cuore di frutta rossa